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Grolla d’Oro 2003: Diego Abatantuono E’ protagonista di un insolito percorso d’attore, che dal tempo degli esordi nel cabaret lo ha condotto a parti impegnative di sommessa intensità drammatica. Per la fervida duttilità con la quale si è via via costruito un personaggio complesso, dalle molte sfaccettature. Grolla d’Oro 2003: Dario Argento All’interno di un universo produttivo e critico non sempre tenero con il cinema fantastico e visionario, è riuscito a offrire, in 40 anni di lavoro, uno specchio variegato di paure, sospetti, inquietudini e allusioni. Per la costanza e l’impegno con i quali ha ribadito l’impronta di uno stile personale e inconfondibile. Grolla d’Oro 2003: Enrico Lucherini Nato in una tradizionale famiglia della borghesia romana, inventa un mestiere, che in realtà esisteva già vagamente ma che lui rende, anche in Italia come a Hollywood, clamoroso e irrinunciabile: quello del grande press agent cinematografico. Contribuendo in modo decisivo al mito della cosiddetta “Dolce Vita”, è riuscito a travasare buona parte del cinema italiano nella storia del nostro costume post-bellico. Per l’ingegnosa abilità con la quale ha sempre saputo mescolare il vero dell’invenzione e il falso della verità. Grolla d’Oro 2003: Carlo Verdone Attore di straordinaria vis comica e regista attento alle vibrazioni e alle malinconie del vivere quotidiano, è il più genuino erede della grande commedia all’italiana. Per la riconoscibile verità del suo mondo poetico e per la capacità di cogliere l’agrodolce sapore dei nostri sogni. Grolla d’Oro 2003: Vittorio Storaro Direttore di fotografia dal 1969, unico nella sua categoria ad aver vinto tre premi Oscar, appartiene alla nobile tradizione di narratori per immagini che hanno applicato al cinema la lezione di tanti secoli di artigianato italiano. Per la sua straordinaria capacità di esprimere attraverso la luce e il colore, emozioni e pensiero. Grolla d’Oro 2003: Elena Sofia Ricci Ha esordito al cinema con Pupi Avati, ed è stata poi diretta da Verdone, Magni e Nichetti. Ha alternato il grande schermo al teatro e poi alla televisione, riuscendo sempre a mantenere l’attenzione di un pubblico sedotto dalla sua fascinazione di attrice e di donna. Per l’intelligente sensibilità con la quale sa comporre ogni volta i suoi personaggi. Grolla d’Oro 2003: Luciano Ligabue Indiscussa rockstar, ha catturato la sensibilità e i sogni giovanili di più di una generazione e ha trasferito nel cinema, con i suoi “Radiofreccia” e “Da Zero a Dieci”, la rabbia, gli umori e i sapori di “Certe notti”. Per la sua sofferta e autentica coerenza espressiva. |